La nostra regione, il Friuli Venezia Giulia, è caratterizzata come nessun altro territorio italiano, oltre che dalla sua realtà geografica di confine, anche dai segni delle vicende storiche che contraddistinsero così fortemente la vita dei suoi abitanti, che attraverso i secoli videro confluenze tanto varie e tanto incidenti.
Rimanendo divisa tra il dominio della Repubblica di Venezia e quello del Casato Asburgico, non beneficiò degli splendori rinascimentali che in altre regioni italiane furono alla base di una grande produzione artistica, di splendida vita di corte e di grandi banchetti.
La cucina del nostro territorio è il risultato della fusione delle tradizioni gastronomiche contadine e di quelle aristocratiche, decisamente slegate dalla grande storia culinaria italiana, risentendo invece molto dell’influenza delle culture confinanti slava e germanica.
Anche gli ambienti geografici fra loro assai diversi diedero ampio contributo all’arte culinaria friulana: si passa dal paesaggio della Carnia con le sue erbe di montagna e i “Cjalzons” alla fascia collinare con la Gubana, dolce delle Valli del Natisone, generalmente irrorato da Slivoviz; dagli asparagi bianchi di pianura al“Boreto alla Graisana” della laguna di Grado, fino all’aspro Carso che fa da cornice al magnifico golfo di Trieste con gli gnocchi de susini, il gulash e la jota, la minestra di crauti e patate e fagioli.
Nella sua semplicità la cucina friulana risulta assai diversificata e offre opportunità che i friulani hanno saputo ben sfruttare: pensiamo soltanto ai rinomati prosciutti di San Daniele e gli affumicati di Sauris, ai formaggi tra i quali spicca il Montasio DOP con il quale si ottiene il prelibato Frico, ai più recenti Fasolari, molluschi bivalve coltivati nella laguna di Marano.
Molto curiosa l’etimologia della parola “frasca”, utilizzata per indicare quel luogo dove il turista si può fermare a degustare buoni vini e prodotti tipici della gastronomia friulana. Si narra che un re Longobardo oltrepassando le Alpi inviò alcuni uomini alla ricerca di un luogo dove ci fosse “buon vino e buon stare”. Gli uomini appesero fuori dagli edifici un ramo d’albero in segno di riconoscimento. Da allora questo ramo viene chiamato “frasca” che è diventata un’insegna per tutte le case coloniche che offrono vitto.